Un filetto alla griglia gustato in nave

Un filetto alla griglia gustato in nave

Un filetto alla griglia gustato in nave.
Il profumo della carne alla griglia arriva ancora prima dello sguardo, caldo e invitante, mentre il piatto viene appoggiato davanti a me con una semplicità che non ha bisogno di presentazioni. Il filetto occupa il centro della scena, compatto, dorato all’esterno e con quella leggera lucentezza che racconta subito la sua succosità.
Non so con certezza su quale nave mi trovassi, forse la Costa Toscana, ma quello che ricordo perfettamente è il momento. Seduto al tavolo, con il movimento appena percettibile del mare sotto di me, mi sono fermato un attimo prima di iniziare. Il filetto alla griglia sembrava quasi troppo perfetto per essere toccato, con quella crosticina leggermente brunita e le sfumature che vanno dal marrone intenso al più chiaro verso l’interno.
Tagliare la carne è stato un gesto naturale, senza resistenza. Il coltello è scivolato dentro con facilità, rivelando una consistenza morbida, succosa, che ha confermato subito le aspettative. Il primo boccone ha fatto il resto: sapore pieno, deciso, ma equilibrato. La griglia si sentiva, ma non copriva la qualità della carne, anzi la esaltava.
Accanto, una semplice guarnizione, quasi discreta, lasciava al filetto il ruolo principale. Mi piace quando un piatto non cerca di stupire con effetti inutili, ma si affida alla materia prima e alla cottura. In quel momento, tutto era esattamente dove doveva essere.
Una piccola curiosità: il filetto è uno dei tagli più pregiati del manzo proprio perché è una parte poco utilizzata del muscolo, e per questo rimane particolarmente tenera. Forse è anche per questo che ogni volta ha qualcosa di speciale.
Continuo a mangiare lentamente, quasi per allungare il momento. Fuori, il mare scorre senza farsi notare troppo, mentre dentro questo semplice piatto riesce a diventare un ricordo preciso, concreto.

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