Scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate
Scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate:
Scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate.
Lo scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate rimane impresso nella memoria come una sensazione più che come una semplice immagine. Appena rivedo mentalmente quello scatto, sento di nuovo il calore di luglio dello scorso anno, quando l’aria era densa e leggera allo stesso tempo, e tutto sembrava vibrare sotto la luce della Liguria.
Lo scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate nasce da un momento semplice, quasi distratto, in cui non cercavo davvero una composizione precisa ma lasciavo che fosse il luogo a guidarmi. In primo piano c’erano quei fiori leggermente fuori fuoco, morbidi, quasi sospesi, come se non volessero rubare la scena ma accompagnarla. Dietro di loro, Monterosso al Mare si rivelava con calma, tra colori chiari e ombre corte, tipiche delle ore estive.
Ricordo il passo lento lungo le stradine, il suono distante delle persone, il mare che non vedevo ancora ma che sentivo ovunque. Lo scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate diventava così una soglia visiva: da una parte la delicatezza dei petali sfocati, dall’altra la solidità del borgo, con le sue case che sembravano trattenere la luce. Non era una scena costruita, ma qualcosa che accadeva mentre cercavo di restare presente.
In quel luglio dello scorso anno avevo la sensazione che ogni angolo potesse trasformarsi in fotografia, ma non tutte meritavano di essere perfette. Alcune, come questo scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate, funzionano proprio perché lasciano spazio all’imperfezione, al movimento, alla mancanza di definizione. È lì che la memoria si inserisce meglio, completando ciò che l’immagine lascia aperto.
Ancora oggi, riguardando quello scatto, mi accorgo che il vero soggetto non erano solo i fiori o il borgo, ma il passaggio tra i due, quella distanza morbida che permette allo sguardo di respirare. E forse è proprio questo che cerco quando fotografo: non la nitidezza assoluta, ma un frammento di realtà che continua a muoversi anche dopo lo scatto.
Lo scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate rimane impresso nella memoria come una sensazione più che come una semplice immagine. Appena rivedo mentalmente quello scatto, sento di nuovo il calore di luglio dello scorso anno, quando l’aria era densa e leggera allo stesso tempo, e tutto sembrava vibrare sotto la luce della Liguria.
Lo scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate nasce da un momento semplice, quasi distratto, in cui non cercavo davvero una composizione precisa ma lasciavo che fosse il luogo a guidarmi. In primo piano c’erano quei fiori leggermente fuori fuoco, morbidi, quasi sospesi, come se non volessero rubare la scena ma accompagnarla. Dietro di loro, Monterosso al Mare si rivelava con calma, tra colori chiari e ombre corte, tipiche delle ore estive.
Ricordo il passo lento lungo le stradine, il suono distante delle persone, il mare che non vedevo ancora ma che sentivo ovunque. Lo scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate diventava così una soglia visiva: da una parte la delicatezza dei petali sfocati, dall’altra la solidità del borgo, con le sue case che sembravano trattenere la luce. Non era una scena costruita, ma qualcosa che accadeva mentre cercavo di restare presente.
In quel luglio dello scorso anno avevo la sensazione che ogni angolo potesse trasformarsi in fotografia, ma non tutte meritavano di essere perfette. Alcune, come questo scorcio fiorito a Monterosso al Mare d’estate, funzionano proprio perché lasciano spazio all’imperfezione, al movimento, alla mancanza di definizione. È lì che la memoria si inserisce meglio, completando ciò che l’immagine lascia aperto.
Ancora oggi, riguardando quello scatto, mi accorgo che il vero soggetto non erano solo i fiori o il borgo, ma il passaggio tra i due, quella distanza morbida che permette allo sguardo di respirare. E forse è proprio questo che cerco quando fotografo: non la nitidezza assoluta, ma un frammento di realtà che continua a muoversi anche dopo lo scatto.
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