Vicoletto di Via Odoardo Ganduccio a Nervi

Vicoletto di Via Odoardo Ganduccio a Nervi:

Vicoletto di Via Odoardo Ganduccio a Nervi.
Camminando nel borgo di Nervi, questo vicoletto si apre all’improvviso come una pausa silenziosa tra le case. La fotografia nasce da qui, da una strada stretta che non sembra voler portare da nessuna parte se non a se stessa. Eppure, guardando in fondo, il ponte della ferrovia compare come un segno netto, quasi a ricordare che anche i luoghi più raccolti convivono con il movimento continuo della città.
Le facciate dai colori caldi, segnate dal tempo e dalla salsedine, raccontano una quotidianità fatta di passaggi lenti, finestre socchiuse, persiane verdi che filtrano la luce. Fotografando questo vicoletto ho avuto la sensazione di essere in uno spazio sospeso, dove il rumore del mare sembra vicino anche se non si vede, e il traffico resta lontano, assorbito dalle curve del borgo. È uno di quei posti in cui lo sguardo scorre naturalmente lungo le pareti, seguendo tubi, cornici, piccoli dettagli che diventano improvvisamente importanti.
La strada accompagna il passo senza distrazioni. Qui non c’è nulla di spettacolare, e forse è proprio questo il suo punto di forza. Ogni volta che riguardo la foto mi torna in mente quella sensazione di calma vigile, tipica dei borghi liguri, dove tutto è raccolto e misurato. Il vicoletto sembra fatto apposta per essere percorso piano, senza fretta, lasciando che sia la luce a cambiare il volto delle cose.
In fondo, il ponte della ferrovia segna un confine visivo e simbolico. La linea ferroviaria costiera, che collega Genova al resto della Riviera, attraversa Nervi come una cicatrice antica, integrata nel paesaggio urbano. Non è solo un’infrastruttura: è un elemento che da più di un secolo scandisce il ritmo del quartiere, separando e unendo allo stesso tempo. In questa via lo si percepisce chiaramente, come una presenza discreta ma costante.
Via Odoardo Ganduccio conserva ancora l’anima del borgo, quella fatta di passaggi quotidiani e storie minime. La fotografia, per me, è stata un modo per fermare questo equilibrio fragile tra intimità e passaggio, tra silenzio e movimento. Un luogo semplice, ma capace di raccontare Nervi meglio di tante vedute più note.

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