Un cabaret di paste di mandorla siciliane
Un cabaret di paste di mandorla siciliane:
Un cabaret di paste di mandorla siciliane.
Questo cabaret di paste miste siciliane (regalatomi da un amico Comandante) l’ho fotografato da vicino, quasi come se stessi scegliendo da quale iniziare. La disposizione non è casuale: forme diverse, colori simili, superfici che raccontano consistenze prima ancora dei sapori. Alcune sono ricoperte di zucchero a velo, altre di lamelle di mandorla, altre ancora di quei piccoli confettini bianchi che fanno subito festa. Guardandole tutte insieme, danno l’idea di una varietà tranquilla, senza eccessi, come se ognuna avesse il suo posto preciso nel piatto.
Le paste di mandorla hanno questa capacità di evocare immediatamente qualcosa di domestico e insieme solenne. Non sono dolci frettolosi: sembrano fatti per essere osservati prima ancora che mangiati. Fotografarle è stato quasi naturale, perché la luce si appoggia bene sulle superfici irregolari, sullo zucchero che assorbe, sulle mandorle che riflettono appena. C’è una densità visiva che funziona, una promessa di sapore che passa anche senza assaggio.
Quello che mi colpisce sempre è il senso di abbondanza misurata. Non serve un vassoio enorme: bastano pochi pezzi diversi per raccontare una tradizione intera. Ogni pasta sembra simile all’altra, ma basta avvicinarsi per scoprire piccole differenze: una più morbida, una più compatta, una con il profumo di mandorla più deciso. È un dolce che non ha bisogno di stupire, perché sa già cosa è.
Le paste di mandorla siciliane nascono da ingredienti semplici, mandorle, zucchero e poco altro, ma dietro c’è una lunga tradizione legata ai conventi e alle feste. Sono dolci che resistono al tempo proprio perché non seguono mode: cambiano le forme, a volte le decorazioni, ma l’anima resta la stessa. Questo spiega perché, ancora oggi, un cabaret come questo riesca a sembrare attuale senza sforzo.
Davanti a questo piatto ho avuto la sensazione che il vero lusso fosse la calma: scegliere con calma, assaggiare lentamente, lasciare che il gusto resti un attimo in più. Le foto cercano di raccontare proprio questo, senza aggiungere nulla, lasciando parlare le mandorle.
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