Il Santo Cristo ligneo di Santa Maria Nazareth
Il Santo Cristo ligneo di Santa Maria Nazareth:
Il Santo Cristo ligneo di Santa Maria Nazareth.
Entrando nella chiesa di Santa Maria di Nazareth a Sestri Levante, lo sguardo viene catturato quasi subito dal grande crocifisso ligneo collocato nel coro. Non è una presenza discreta, ma neppure invadente: è lì, sospeso tra silenzio e penombra, e sembra chiedere solo un po’ di tempo. La fotografia che ho scattato nasce proprio da questo invito non detto, da quel momento in cui il passo rallenta e il rumore della strada resta fuori, lontano.
Il legno scuro del Cristo, segnato dal tempo, restituisce una sensazione di fragilità più che di trionfo. Non c’è ostentazione, ma una sofferenza composta, quasi trattenuta. Guardandolo da vicino, ho avuto l’impressione che il volto non cercasse lo sguardo di chi osserva, ma lo aspettasse. È una presenza che non impone, accompagna. E forse è per questo che i sestresi lo chiamano semplicemente “Santo Cristo”, come si fa con qualcuno di familiare, che fa parte della vita quotidiana da sempre.
Scattare una foto in questo spazio non è stato immediato. La luce entra filtrata, irregolare, e il legno assorbe più di quanto rifletta. Ma proprio questa difficoltà mi ha costretto a osservare meglio, a soffermarmi sui dettagli: le braccia tese, il capo inclinato, le superfici consumate da secoli di sguardi e preghiere. La fotografia, qui, non serve a spiegare, ma a trattenere un’impressione, un’atmosfera che rischierebbe altrimenti di sfuggire.
Intorno a questo crocifisso ruota una tradizione popolare molto sentita. Si racconta che il Cristo sia giunto a Sestri Levante dal mare, trasportato dalle onde, e che dopo un primo periodo nella chiesa dell’Isola sia stato collocato nel coro di Santa Maria di Nazareth nel 1616. Più tardi, tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, il crocifisso venne giudicato troppo malandato e spostato in sacrestia, destinato al rogo. Secondo la leggenda, però, accadde un evento considerato prodigioso: il volto del Cristo avrebbe aperto gli occhi come una persona viva. Da quel momento, il Santo Cristo fu risparmiato e restituito alla devozione della comunità.
Che si creda o meno a questo racconto, è difficile restare indifferenti davanti a un oggetto che ha attraversato secoli di storia, mare, fede e paura. La fotografia, per me, è stata un modo per entrare in punta di piedi in questo intreccio di memoria e devozione, lasciando che fosse il legno, più che le parole, a parlare.
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