Le velelle in Baia del Silenzio a Sestri
Le velelle in Baia del Silenzio a Sestri:
Le velelle in Baia del Silenzio a Sestri.
La spiaggia era diversa dal solito, e me ne sono accorto subito. In Baia del Silenzio, quel 13 marzo 2024, il colpo d’occhio non era dato dall’acqua o dalle case affacciate sul mare, ma da una presenza insolita, quasi silenziosa quanto il luogo stesso. Le velelle erano ovunque, disseminate sulla battigia come piccoli frammenti azzurri e traslucidi. Camminando lentamente, cercavo di non calpestarle, anche se ormai il mare le aveva già riportate a riva senza possibilità di ritorno.
Fotografarle è stato inevitabile. Non per sensazionalismo, ma per fermare un momento che aveva qualcosa di fragile e struggente. Le velelle, viste da vicino, sembrano oggetti delicati, quasi irreali: una vela sottile, un corpo leggero, colori che cambiano con la luce. Eppure erano lì, immobili, ammassate una accanto all’altra, come se la baia avesse deciso di raccoglierle tutte insieme. Il contrasto con la calma del mare era forte, quasi spiazzante.
La Baia del Silenzio, in giornate come questa, amplifica ogni dettaglio. Il rumore delle onde è minimo, il vento appena percettibile, e proprio per questo la presenza delle velelle diventa ancora più evidente. Guardandole, non ho provato fastidio, ma una specie di rispetto. Sembravano raccontare un passaggio, un ciclo naturale che raramente si nota, se non quando arriva tutto insieme, così vicino ai nostri passi.
Le velelle, chiamate anche Velella velella, non sono meduse, anche se spesso vengono confuse con loro. Sono piccoli animali coloniali che vivono in mare aperto e si lasciano trasportare dal vento grazie a quella vela sottile che le caratterizza. Quando correnti e mareggiate cambiano direzione, finiscono inevitabilmente a riva, soprattutto in primavera. Non è un evento raro, ma ogni volta sorprende, perché trasforma la spiaggia in qualcosa di completamente diverso, almeno per qualche giorno.
Scattando la foto, pensavo a quanto il mare sappia essere discreto anche quando mostra le sue conseguenze. Le velelle non fanno rumore, non attirano attenzione se non per chi guarda davvero. Restano lì, finché il tempo e l’acqua non le cancellano del tutto. In quel momento, la Baia del Silenzio sembrava ancora più coerente con il suo nome, come se stesse accompagnando in silenzio anche questo passaggio.
La spiaggia era diversa dal solito, e me ne sono accorto subito. In Baia del Silenzio, quel 13 marzo 2024, il colpo d’occhio non era dato dall’acqua o dalle case affacciate sul mare, ma da una presenza insolita, quasi silenziosa quanto il luogo stesso. Le velelle erano ovunque, disseminate sulla battigia come piccoli frammenti azzurri e traslucidi. Camminando lentamente, cercavo di non calpestarle, anche se ormai il mare le aveva già riportate a riva senza possibilità di ritorno.
Fotografarle è stato inevitabile. Non per sensazionalismo, ma per fermare un momento che aveva qualcosa di fragile e struggente. Le velelle, viste da vicino, sembrano oggetti delicati, quasi irreali: una vela sottile, un corpo leggero, colori che cambiano con la luce. Eppure erano lì, immobili, ammassate una accanto all’altra, come se la baia avesse deciso di raccoglierle tutte insieme. Il contrasto con la calma del mare era forte, quasi spiazzante.
La Baia del Silenzio, in giornate come questa, amplifica ogni dettaglio. Il rumore delle onde è minimo, il vento appena percettibile, e proprio per questo la presenza delle velelle diventa ancora più evidente. Guardandole, non ho provato fastidio, ma una specie di rispetto. Sembravano raccontare un passaggio, un ciclo naturale che raramente si nota, se non quando arriva tutto insieme, così vicino ai nostri passi.
Le velelle, chiamate anche Velella velella, non sono meduse, anche se spesso vengono confuse con loro. Sono piccoli animali coloniali che vivono in mare aperto e si lasciano trasportare dal vento grazie a quella vela sottile che le caratterizza. Quando correnti e mareggiate cambiano direzione, finiscono inevitabilmente a riva, soprattutto in primavera. Non è un evento raro, ma ogni volta sorprende, perché trasforma la spiaggia in qualcosa di completamente diverso, almeno per qualche giorno.
Scattando la foto, pensavo a quanto il mare sappia essere discreto anche quando mostra le sue conseguenze. Le velelle non fanno rumore, non attirano attenzione se non per chi guarda davvero. Restano lì, finché il tempo e l’acqua non le cancellano del tutto. In quel momento, la Baia del Silenzio sembrava ancora più coerente con il suo nome, come se stesse accompagnando in silenzio anche questo passaggio.
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